L’ossigeno indispensabile che consente alle PMI di vivere è il credito, alle banche compete l’erogazione del credito, ma queste, è sotto gli occhi di tutti che nonostante l’immissione di liquidità effettuata dalla BCE negli ultimi anni, tengano stretti i cordoni dei finanziamenti, ciò per effetto dei vincoli tra mezzi propri e crediti erogati.
I fatti, come il recente provvedimento della Regione Veneto che ha aumentato la dote del Fondo di Riassicurazione gestito da Veneto Sviluppo, evidenziano che in questi casi necessita un ulteriore livello di garanzia, sempre e soltanto a favore dei Confidi regionali. Un provvedimento quasi analogo era stato deliberato dalla Regione FVG che aveva ricapitalizzato i Confidi della Regione e riservato agli stessi l’esclusiva della richiesta di copertura al Fondo Centrale per tutti gli affidamenti alle PMI della Regione, da 25mila a 175mila euro, di fatto tutti i finanziamenti. L’esclusiva significava che alle banche e agli intermediari era inibita questa attività. La norma, in regola con un articolo di legge, viola non solo la libera concorrenza tra operatori ma accresce gli oneri per le imprese, tant’è che esiste già un una proposta di Legge depositata alla Camera, ad iniziativa dell’On.le Zicchieri, per l’abolizione di questa norma, la lettera “R”, deleteria per lo sviluppo delle imprese. Il sistema Confidi, fatte le debite eccezioni, mostra tutti i segni di una struttura farraginosa oltre che costosa, per le imprese e la comunità. I numeri parlano da soli, nel 2017 il sistema Confidi, costituito da parecchie centinaia di enti, ha intermediato finanziamenti a favore delle PMI per circa 20 mld €, il primo mediatore creditizio italiano da solo e senza alcun aiuto pubblico, ha intermediato finanziamenti a breve e medio lungo termine le PMI circa 1 mld €.
Gaetano Stio, Presidente del Gruppo NSA, che occupa il primo posto per fatturato tra i mediatori creditizi che si dedicano al mercato delle imprese, ha dichiarato in merito:
“Il nostro Gruppo opera da anni con oltre 20 banche, 11.000 PMI clienti e oltre 25.000 domande di accesso al fondo centrale di garanzia, in un regime di assoluta libera concorrenza, dà lavoro a più di duecento dipendenti ed è in continua crescita: i nostri numeri dimostrano che è possibile contribuire allo sviluppo delle PMI garantendo loro tassi concorrenziali e tempi di erogazione ristretti. Soprattutto senza bisogno di rifinanziamenti, riassicurazioni, riserve di mercato, ma al contrario rischiando in proprio. Il Gruppo NSA non richiede alle imprese nemmeno un euro per la ricerca del credito e della garanzia del Fondo Centrale. Riceve il corrispettivo dell’intermediazione solo se l’impresa accetta il finanziamento che la Banca ha erogato. Ben vengano tutti i contributi regionali e locali, purché vadano a finanziare direttamente le imprese senza obbligarli a gabelle inutili che bruciano ossigeno: infine se un’azienda vuole rivolgersi ad un confidi è libera di farlo ma non può essere obbligata da una delibera regionale.”

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