Nel primo trimestre i prestiti erogati con la copertura del Fondo centrale sono ammontati a circa 11 miliardi contro i 17,8 dello stesso periodo 2022. Salemi (NSA): "è un segnale di allarme, quest'anno atteso un -20%".

La contrazione dei prestiti bancari alle imprese è un dato di fatto e se non è un credit crunch gli assomiglia parecchio. L'economia del Paese negli ultimi due o tre anni che ha evitato il collasso nel 2020-2021 e conosciuto una ripresa nel 2022 è stata la più importante in Europa ed è dipesa sostanzialmente dai finanziamenti garantiti dal Fondo centrale di Garanzia. Proprio da questi prestiti si vede una netta inversione di tendenza che rappresenta "un segnale di allarme "come spiega al Settimanale Francesco Salemi, amministratore delegato di Nsa. [...]

“Il timore è che questo calo non sia dovuto solo alla contrazione fisiologica delle domande ora che la pandemia è superata, ma sia fortemente influenzato dalle restrizioni da parte delle banche nella concessione dei prestiti e dell’aumento esponenziale dei tassi d’interesse.", osserva Salemi secondo il quale questo duplice scenario potrebbe rivelarsi una "combinazione fatale" per la sopravvivenza delle Pmi.  L'analisi svolta dall'Ufficio Studi di Nsa, evidenzia come dal 2020 al 2023 si siano persi circa 80 miliardi di finanziamenti garantiti. Considerando che la media è circa 200 mila euro a prestito significa che circa 40 mila imprese non hanno avuto accesso al credito garantito negli ultimi tre anni. Seguendo questo trend e considerando e considerando come sono andate le cose nel primo trimestre, si può prevedere che quest'anno ci  sarà una ulteriore contrazione pari a circa il 20  per cento dei prestiti erogati con la garanzia del Fondo rispetto al 2022.  "I numeri saranno quasi il doppio dei livelli pre-pandemia, segno della volontà indomita di investire.", precisa Salemi. [...]

Secondo l'Ad di Nsa, il Fondo ha una dotazione finanziaria sufficiente per andare avanti e potrebbe addirittura fare di più aumentando dal 60 al 80 per cento la garanzia sui prestiti in modo da ridurre ulteriormente il livello di rischio per le banche in una prospettiva di contrazione economica.