Fondo di Garanzia PMI: dati in chiaroscuro, ma le Regioni possono fare la differenza

Come Gruppo NSA, insieme a KPMG, abbiamo analizzato l’andamento del Fondo di Garanzia nei primi mesi del 2025. I dati restituiscono un quadro complesso ma ricco di spunti per intervenire in modo mirato.

Cosa emerge?

  • I default restano stabili: stimati 500 milioni di euro di garanzie escusse nei primi due mesi, in linea con la fine del 2024.

  • Gli eventi di rischio (3 rate non pagate) crescono leggermente, ma senza segnali di allarme: circa 800 milioni di euro.

  • Forte crescita per le medie imprese: +191% di finanziamenti, +209% di garanzie concesse.

  • Crescita modesta per le piccole imprese e quasi nulla per le micro: una dinamica che rischia di lasciare indietro chi ha più bisogno.

Una leva concreta per riequilibrare il sistema? Le Regioni.

Attraverso le sezioni speciali del Fondo, le Regioni possono aumentare la garanzia sulla liquidità dal 50% al 70%.
Abbiamo simulato gli effetti concreti con il supporto scientifico del prof. Riccardo Bramante dell’Università Cattolica:

  • Con 174 milioni di fondi regionali, oltre 52.000 imprese potrebbero ottenere liquidità con garanzia rafforzata.

  • Con 300 milioni, il numero salirebbe a quasi 87.000: il 40% delle operazioni del 2024.

Solo in Lombardia, passando da 30 a 50 milioni di stanziamenti, si potrebbero aiutare fino a 14.934 micro e piccole imprese in più.

Il messaggio è chiaro: con un impegno contenuto e ben distribuito, le Regioni possono dare un segnale forte e concreto a migliaia di imprenditori.

Noi, come Gruppo NSA, continueremo a monitorare i dati e proporre soluzioni utili per sostenere lo sviluppo delle imprese italiane, soprattutto le più fragili.

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